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Contraddizioni nel contratto RAI
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Nel contratto RAI del 2007 - 2009, firmato dal Ministro Gentiloni, si leggono due commi forse in contraddizione tra loro:
"La Rai si impegna, per quanto riguarda l’offerta di contenuti sui propri siti, a rendere disponibile una adeguata selezione di contenuti radiotelevisivi prodotti dalla Rai agli utenti che si collegano attraverso internet dal territorio nazionale e risultano in regola con il pagamento del canone di abbonamento Rai di cui al regio decreto-legge 21 febbraio 1938, n. 246, convertito dalla legge 4 giugno 1938, n. 880 e successive modificazioni, avendo cura di rendere disponibili i contenuti trasmessi dalla televisione e dalla radio successivamente alla trasmissione di tali contenuti;"
Art 6 comma 3 b
"La Rai si impegna a promuovere e diffondere la conoscenza della lingua, della cultura e dell’economia italiane nel mondo, con l’obiettivo di assicurare un adeguato livello di informazione delle comunità italiane all’estero sull’evoluzione della società italiana nonché per consentire ai cittadini italiani residenti all’estero un adeguato accesso all’informazione e alla comunicazione politica, in particolare nei periodi interessati da campagne elettorali e referendarie. La Rai si impegna altresì a realizzare nuove forme di programmazione per l’estero che consentano di portare la cultura italiana, anche di carattere regionale, ad un più vasto pubblico internazionale."
Art 9 comma 1
Sulla carta la RAI potrebbe diventare una sorta di YouTube, in cui gli utenti potranno pubblicare i loro contenuti autoprodotti.
"La Rai si impegna, per quanto riguarda l’offerta di contenuti sui propri siti, a offrire agli utenti spazi di comunicazione e discussione, con adeguata visibilità, inclusa la possibilità di commentare l’intera programmazione radiotelevisiva Rai, e a valutare la possibilità di pubblicare, previa adozione di apposite linee guida, contenuti autoprodotti dagli utenti stessi;"
Art 6 comma 3 f
Un impegno concreto viene richiesto anche a noi cittadini per poter costruire un archivio storico audiovisovo italiano:
"L’archivio storico radiotelevisivo, già aperto per la consultazione al pubblico nelle sedi della Rai, dovrà essere progressivamente reso disponibile per fini culturali, didattici e di natura istituzionale. Tale obiettivo sarà realizzato attraverso specifiche convenzioni con università, scuole, enti pubblici e associazioni senza fini di lucro e con la realizzazione di produzioni antologiche e collaborazioni con gli altri principali detentori di archivi storici audiovisivi in progetti che coinvolgano le organizzazioni impegnate nella conservazione della memoria audiovisiva del Paese."
Art 14 comma 2
Inoltre speriamo soprattutto che venga rispettato il seguente punto:
"La Rai riconosce la qualità tecnica quale obiettivo strategico della missione di servizio pubblico, da perseguire su tutte le diverse piattaforme tecnologiche. A tal fine la Rai si impegna a:assicurare un costante e diligente rapporto con l’utenza, raccogliendo segnalazioni e suggerimenti per individuare soluzioni ad eventuali problematiche di qualità tecnica;"
Art 15 comma 1 d
E verso la fine del contratto, un piccolo articolo, timidamente recita sulla neutralita' tecnologica:
"La Rai si impegna, ove possibile, a garantire la disponibilità dei suoi canali in chiaro su tutte le piattaforme distributive."
Art 26 comma 1
Purtroppo pero' anche la RAI ha deciso di sperimentare la tecnologia restrittiva del DRM:
"Al fine di promuovere l’evoluzione tecnica e lo sviluppo industriale del Paese, la Rai sperimenta la diffusione di contenuti radiotelevisivi mediante l’uso di nuove tecnologie trasmissive quali il DVB-H, il DMB, il DRM, l’Alta Definizione, l’IPTV, il Wi-Max e di ogni altra tecnologia evolutiva a larga banda nel rispetto dei principi di parità di trattamento e non discriminazione, nonché delle norme in materia di accesso alla capacità trasmissiva in digitale terrestre."
Art 28 comma 1 |
NeCoSi
- 6 4 2007
- 12:32
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