|
|
La guerra degli standard
|
Ed ecco che ci risiamo. Torniamo a parlare di Microsoft, monopoli, formati, standard ISO e marketing.
Ed è sempre lo stesso intreccio sporco, quello che indigna me e che
dovrebbe indignare tutti gli uomini intellettualmente liberi ed onesti.
Ho gia' spiegato nell'articolo “Tanti formati, ma solo alcuni sono
standard” l'importanza di uno standard ISO rispetto un formato
qualunque.
Le grandi aziende del settore spesso non nutrono interesse a standardizzare un formato, tentano piuttoso di renderlo “di fatto” uno “standard” basandosi sull'ignoranza e sulle riflessioni superficiali degli utenti finali. Le grandi aziende investono sulla pubblicia' mirando a diffondere i loro prodotti e di conseguenza i loro formati il piu' possibile. Senza scrupoli per l'interoperabilita', senza scrupoli per le difficolta' che gli utenti devono affontare, senza scrupoli per i danni economici che arrecano agli utenti, le aziende producono e vendono al solo fine di migliorari i propri bilanci.
La cecità di alcune aziende è spaventosa. Tirare troppa acqua al proprio mulino spesso finisce per allagare il mulino e seccare il pozzo. La presa di coscienza, per quanto difficile essa sia, è un processo lento, ma non deve mai essere sottovalutato, anzi forse deve essere addirittura temuto in alcuni casi.
L'ambiente informatico si è sempre contraddistinto negli anni dagli altri settori per avere maturato una coscienza solida e rigida. Basti ricordare il buon vecchio R. Stallman che con il suo software libero ha dato vita ad un processo storico-informatico davvero considerevole.
Sulla scia dei software GNU e del kernel Linux, la piattaforma OpenOffice ha impostato la sua esistenza nel “mondo libero” rilasciando la sua suite con la nota licenza GPL. Il mondo aperto delle community è piu' veloce del mondo chiuso delle aziende. Per questo motivo un gruppo di appassionati ha lavorato (spesso senza essere retribuito) affinché un unico formato liberamente utilizzabile da tutti divenisse lo standard adottato da tutte le “suite per Ufficio”.
Gli utenti possono scegliere il sistema operativo, i programmi da usare, ma avranno comunque la possibilità di comunicare tra loro. Questo concetto è fondamentale per gli utenti, ma spesso viene messo a rischio da comportamenti infantili dei produttori.
Ed è proprio sulla base di questo concetto che nasce OpenDocument, lo standard ISO usato per le suite universalmente compatibili.
Ma la Microsoft non riesce ad apprezzare questo concetto, ed invece di “adattarsi” al volere popolare, per i propri scopi economici decide di contrastare OpenDocument con un suo formato “semi-libero” chiamato Open XML.
Ma Open XML non ha le carte in regola per diventare uno standard, e così un impiegato della Microsoft ha provato ad acquistare il voto della commissione. Stranamente non si è urlato allo scandalo, è passato lentamente avvolto da uno strano silenzio. I blogger pronti a palarare di Microsoft e dei suoi prodotti spesso snobbano questi aspetti "politici" e continuano a far finta di nulla, magari banalizzando il problema.
La Microsoft, per voce del "manager dell'interoperabilità e degli standard" Tom Robertson afferma che questo comportamento non è compatibile con le politiche dell'azienda e quindi l'impiegato avrebbe agito di sua iniziativa. Da notare pero' che la maggior parte delle compagnie cha hanno votato a favore dell' Open XML sono partner certificati Microsoft.
Non è mia intenzione fare fanta-politica o fanta-informatica, ma sono consapevole che cio' che succede tra i “giri alti” è lo stesso che succede nei “giri bassi”. Quindi a chi non è mai capitato di chiedere un piacere agli “amici”?
Per quanto pericoloso sia questo mio discorso, sono sicuro che la Microsoft stia facendo l'impossibile per raggiungere il suo obiettivo, anche se forse questa volta l'impiegato “beccato” non era “direttamente” inviato dai vertici della Microsoft.
Facendo un balzo nel futuro sempre incerto, mi domando:
Forse lo scandalo non scoppiava, ma cosa cambia? Credo sia difficile non vedere i fitti interessi economici che legano la Microsoft al resto del mondo. Noi possiamo solo combattere questi fenomeni in un solo modo: facendo un consumo critico delle risorse, siano esse informatiche o di altro genere.
Diffondi cultura libera, diffondi formati liberi. Non accontentarti delle imitazioni, soprattutto se poi queste costano di piu'.
|
NeCoSi
- 15 9 2007
- 18:37
Scrivi |
Commenti (0)
Letture: 2097
|
Non sono presenti commenti.
Regolamento
GeekPlace.org è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del sito dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.
Avvertenze da leggere prima di inviare un commento
Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)
Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il gestore del sito non potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.
Inserisci il tuo commento
|