In questi giorni si parla di Internet Tax. In realta' il disegno di legge Prodi-Levi vorrebbe modificare pesantemente solo il web, possiamo quindi considerare internet fuori portata. L'attacco sferrato al mondo del www è netto e deciso ed ha scosso molti utenti. Nelle varie liste in cui sono iscritto infatti sono partiti contemporaneamente dibattiti analizzando diversi aspetti.
Paolo De Andreis di PI ha scritto in "Il Governo vara la Internet Tax" un'analisi del disegno di legge che dimostra come tale disegno sia pensato proprio per colpire i siti web e rallentare conseguentemente lo sviluppo del fenomeno del blogging.
Di quanto i politici abbiano paura dei blog, ma soprattutto dei blogger lo dimostra la storia di italia.it e la censura di PieroRicca.org
Dal web si sono alzate molte spade a difesa
del web. Ricardo Franco Levi, che senza pudore ha dimostrato che di democrazia non ne
capisce nulla, ha pensato bene di ignorare le migliaia di persone in
rivolta contro il "suo" ddl e di rispondere in un "comunicato stampa ad personam" solo a Beppe Grillo. Sara' che Grillo forse è il piu' popolare in questo particolare periodo e quindi merita piu' attenzione degli altri? Strano concetto di democrazia!
Levi ha detto: “Distinguere tra attività editoriale e privata non è semplice. Per questo sarà l’Autorità per le Comunicazioni a indicare quali siti o blog siano tenuti all’iscrizione”.
Quindi voi potreste continuare a scrivere per il vostro blog ignorando
questo problema, ma un giorno loro potrebbero bussare alla vostra
porta e crearvi rogne, chiedervi pagamenti arretrati, farvi multe,
denunce penali, ecc ecc.
Avrebbero cioe' la legge dalla loro per potervi infastidire nel momento
in cui diventate "scomodi", nulla di particolarmente interessante
dunque per le voci che cantano nel coro.
Il problema grave che evidenzio è che il disegno è stato presentato ad agosto, quando è risaputo l'attenzione di tutti è piu'
bassa. Quindi se nessuno di noi se ne fosse accorto, i politici che
abbiamo eletto e che dovrebbero rappresentarci avrebbero ucciso il web
a nostra insaputa, di nascosto? Scenario preoccupante ma ben analizzato
dall'attento Marco Travaglio, che esprime raccapriccianti ma realistici
scenari in questa lettera incentrata sul golpe politico-giudiziario.
Per aderire attivamente alla mobilitazione dei webber contro il ddl
Prodi-Levi potete iniziare a firmare le petizioni che sono nate in
rete in questi giorni, come ad esempio la petizione lanciata dal Partito Pirata Italiano, che pero' avverte: "La liberatoria richiesta dal sito www.firmiamo.it è pericolosa in quanto autorizza il sito ad appropriarsi dei dati dei firmatari."
Incollo in breve la parte incriminata della libratoria: "[...]
Vi autorizzo al trattamento dei miei dati per ricevere informazioni promozionali mediante posta, telefono, posta elettronica, sms, mms, effettuare analisi statistiche, sondaggi d'opinione da parte di società esterne. Con l'accettazione delle condizioni, l_'utente si assume ogni ampia responsabilità, penale e amministrativa relativa all'invio di messaggi, commenti o dati, garantendo a Firmiamo.it e Speakage Srl ogni più ampia manleva.
L'utente riconosce a Speakage Srl
e/o a società ad essa collegate e/o ai suoi aventi causa il diritto di
conservare, riprodurre, diffondere e cancellare la firma e il materiale
trasmetto. L'utente dichiara e garantisce il pacifico godimento di
tutti i diritti relativi a quanto inviato. Pertanto con l'invio dei
testi e delle informazioni, l'utente cede e trasferisce a titolo
gratuito e definitivo, senza limiti di spazio e di tempo, tutti i
diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi a quanto scritto. [...]"
|