Ho comprato un notebook Packard Bell nel novembre 2007. All'avvio del computer mi è stato chiesto di accettare una licenza per usare Windows Vista. Ho letto la licenza e i termini d'uso non mi convenivano ed ho rifiutato tale licenza. Ho contattato PB ed ho segnalato la mia intenzione di non accettare la licenza di WV, e pertanto avevo intenzione di esercitare il mio diritto di rimborso del software. Durante la prima telefonata mi è stato detto grossomodo che quello di cui parlavo non esisteva e che packard bell non rimborsava un bel niente, al massimo dovevo ridare indietro tutto il notebook, hardware e software come se fosse un unica cosa.
Avendo letto in precedenza la sentenza dell'ADUC, sapevo che il giudice aveva stabilito che avevo diritto al rimborso esclusivamente di windwos vista, in quanto non accettavo la licenza di vista, non del notebook. Quindi i problemi legati al software non devono interferire con l'hardware. Avevo diritto al rimborso di windows!
Durante la prima telefonata quindi ho spiegato sinceramente al povero centralinista che la situazione era un po complessa e delicata e che forse era meglio che mi passava un suo responsabile a cui potevo spiegare per benino la rivoluzione culturale che è in atto in questo periodo.
Il responsabile mi ha ascoltato. Gli ho spiegato il mio punto di vista, gli ho letto parte della sentenza, gli ho inviato un fax contenente la richiesta formale di rimborso, ed ho atteso una risposta.
Ogni lunedi chiamavo per sapere come stava evolvendo la situazione, packard bell italia ha inoltrato ed atteso addirittura una risposta ufficiale da packard bell centrale. La risposta non è arrivata e dopo un mese il responsabile della sezione italia mi chiama e mi dice che se decido di accettare la licenza di windows vista, lui mi puo' far avere qualcosa dello steso valore in cambio, ad esempio un bel hard disk esterno da 150gb.
Io cerco di insistere per avere i contanti in cambio di windows vista, ma vengo informato che non è proprio possibile dato che per un operazione di questo genere è richiesta l'esistenza di una procedura ben definita e confermata da packard bell centrale, e che al momento è in fase di lavorazione e non si sa bene quando tale procedura sara' applicabile. Insomma la si tirerebbe per le lunghe, a data da definirsi... ma dato che non ho intenzione di perdere ulteriore tempo, accetto l'accordo, ma invece di un hard disk esterno chiedo l'upgrade da 1 gb di ram a 2 gb.
Nel mio notebook erano presenti 2 banchi da 512mb ddr2 da 667mhz. La scheda madre supportava 2 slot a 533-677mhz per un massimo di 2gb. Prezzo di listino dell'hard disk 80€. Prezzo di listino dei 2gb di ram a 667mhz 150€. Se ho diritto di ricevere in contanti circa 60€, allora credo di avere il diritto di avere merce per un valore poco inferiore del doppio, dato che il guadagno sulla merce con cui stiamo facendo lo scambio deve essere azzerato.
In cambio dei 2gb di ram mi è stato chiesto pero' di lasciare a loro la ram presente nel mio notebook. Ho accettato. In ogni modo la licenza di Vista alla fine mi è stata lasciata.
Insomma, con l'attuale modalita' di rimborso, i clienti packard bell posso chiedere in ogni caso il rimborso di vista, dato che continuerebbero a mantenere la loro licenza iniziale, e riceverebbero in piu' un upgrade gratuito.
Scherzi a parte, in Italia a volte esercitare un proprio diritto risulta quasi impossibile.
Speriamo comunque che la situazione, non solo per la packard bell, si risolva il prima possibile, dato che sempre piu' persone stanno passando a linux, e in un periodo informatico economicamente critico come questo restare rigidi rispetto ai cambiamenti è una scelta fortemente discutibile da molteplici punti di vista.
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